Roma, 15 febbraio 2000
Il Patto Cristiano Esteso –PA.C.E.- ha tre grandi finalità:
1. incidere sui programmi del governo nazionale;
2. operare nel sistema politico per assicurare la presenza dei principi cristiani;
3. influenzare la cultura dominante del Paese con la conoscenza biblica.
(Generalmente ogni altro soggetto politico cura poco il secondo livello e trascura il terzo)
Per conseguire tale scopo PA.C.E ha assunto la veste giuridica del “partito” e si è dato una completa ideologia cristiana, garantita dai principi biblici, con i quali operare in politica, e da un programma d’azione sociale.
Il primo confronto del progetto è stato con il pregiudizio dei credenti verso la politica e il duplice atteggiamento, anche se spesso inconscio, mantenuto da molti; infatti, costoro, nonostante sostenessero ideologie atee e materialiste e votassero spesso candidati privi di necessari riferimenti cristiani, all’apparire di una ideologia fondata sul Cristianesimo, rappresentata da esponenti impegnati con i valori ed i principi di Cristo, hanno reagito contro fino alla manifesta opposizione.
Altri, mossi da reazioni personalistiche e privi di una visione cristiana unitaria volta al bene della testimonianza, pur di non condividere il nostro movimento, hanno ritenuto migliore il servizio politico verso i partiti tradizionali, la cui base ideologica non è biblica.
Nonostante ciò il progetto è andato comunque avanti, perché quanti l’abbiamo sostenuto dal principio crediamo che più di ogni altro progetto politico presente in Italia onori Cristo e per questo continuiamo a promuoverlo.
L’altro elemento col quale si è confrontato PA.C.E. è il sistema politico della nostra Nazione e le leggi che lo regolano. Pertanto, volendo far sentire la voce e le istanze del Cristianesimo al Governo, abbiamo deciso di esser presenti.
Le circostanze giuridiche impediscono al nostro numero di iscritti ed alla nostra rappresentanza nazionale l’autonoma manifestazione, per cui, per iniziare ad essere un soggetto politico presente, dovevamo raccordarci con “Partiti” già operanti che erano disponibili ad accoglierci come “Movimento”.
Decidemmo, quindi, di percorrere questa unica via possibile ed iniziammo a trattare dapprima con alcuni esponenti del partito PPI, ma, al momento della conclusione delle intese, costoro non si presentarono.
Cercammo contatti con i Democratici e neppure da loro ottenemmo alcunché di valido.
Finalmente, nel mese di ottobre 1999, fummo ricevuti dall’Onorevole Rocco Buttiglione, verso il quale va la nostra stima incondizionata, e firmammo un’intesa con degli accordi logistici. Purtroppo, quanto promesso non fu possibile realizzare, per fatti e circostanze derivate dall’organizzazione del CDU, forse non imputabili ad alcuna specifica volontà.
Così giunti in prossimità delle “Regionali”, riuscimmo ad avere un incontro con l’Onorevole Casini del CCD, che ci offrì un concreto e sostanziale appoggio per sostenere l’azione politica del nostro “Movimento PA.C.E.”.
La nostra collocazione nel centro destra non è stata determinata da nessuna particolare tendenzialità, apprezzando entrambi gli schieramenti per le positività che in essi riscontriamo, ma da una semplice consequenzialità di fatti non dipendenti da noi, come sopra dimostrato.
Oggi, a risultati raggiunti, non possiamo non riconoscere al CCD il ruolo di miglior interprete delle nostre esigenze partitiche e di movimento; del resto, la nostra collocazione al suo interno non significa perdita di identità, di ideologia e di progettualità politiche, bensì migliore sviluppo delle stesse in un soggetto politico amico e più degli altri affine.
La nostra realtà elettorale, per le regionali del 16 aprile 2000, opera allo scopo di raccogliere nelle liste del CCD il consenso politico sul nostro movimento PA.C.E. ed in particolare sui nostri candidati, dei quali comunicheremo i nomi non appena saranno inserirti dal CCD in ogni provincia.
Il voto cristiano che sarà dato ai candidati di PA.C.E. collocati nelle liste del CCD, (ed alcuni nel CDU), servirà a rendere forte la nostra identità politica e la nostra ideologia cristiana, per poter giungere in un prossimo futuro ad una più aperta e determinante manifestazione.
Diversamente impiegato, il voto dei cristiani continuerà a sostenere ideologie umanistiche spesso atee ed in alcuni casi anticristiane.
Comunque il voto è libero, perché libere devono restare le coscienze, come libere devono essere le proposte ed i progetti che si sviluppano, per meglio realizzare il Cristianesimo in ogni parte della terra, Italia compresa.
Il nostro movimento politico PA.C.E. chiama alla riflessione i cristiani e gli uomini di buona volontà che nel Cristianesimo riconoscono la radice di ogni bene per la società; esso non si qualifica come confessionale né si propone a protezione delle lobbies religiose, ma come progetto esteso e utile ad ogni cittadino che vive sul territorio italiano, per difenderne la dignità in ogni aspetto sociale.